Mancata ricezione della certificazione delle ritenute subite

Con la Certificazione Unica il professionista ha la possibilità, in dichiarazione dei redditi, di detrarsi la ritenuta d’acconto subita. Per tale ragione, deve essere rilasciata dal sostituto d’imposta, a prescindere dal loro effettivo versamento la certificazione delle somme dovute a titolo di ritenuta.

L’art. 25 del D.P.R. n. 600/1973 (TUIR) obbliga il committente (sostituto d’imposta) a trattenere il 20% del compenso spettante al professionista (sostituito), con obbligo di versare la ritenuta all’erario a titolo di acconto ai fini dell’IRPEF, mentre l’art. 36-ter del medesimo DPR prevede che, in fase di controllo formale delle dichiarazioni, l’Amministrazione finanziaria possa escludere in tutto o in parte lo scomputo delle ritenute d’acconto nel caso in cui le stesse non risultino “… dalle certificazioni richieste ai contribuenti”.

Quindi il professionista potrà scomputare le ritenute subite dal proprio debito IRPEF, solo se in possesso della certificazione ricevuta da parte del sostituto d’imposta.

Tale meccanismo può dar luogo a problematiche assai delicate in caso di mancata ricezione della stessa.

Non a caso, con la risoluzione ministeriale n. 68/E/2009, l’Agenzia è intervenuta prevedendo proprio la possibilità di adoperare certificazioni diverse rispetto a quelle consegnate direttamente dal sostituto d’imposta.  Secondo l’Amministrazione finanziaria, infatti, il contribuente è in ogni caso legittimato al relativo scomputo, ma solo a patto che sia in grado di documentare l’effettivo assoggettamento.

L’onere della prova ricadrebbe sul lavoratore autonomo che deve essere in grado di dimostrare all’Amministrazione:

  • la fattura con esposizione della ritenuta;
  • la documentazione bancaria o postale idonea a dimostrare l’importo del compenso effettivamente percepito al netto della ritenuta.

La prova nel caso manchi la tracciabilità del pagamento potrebbe essere davvero diabolica.

La stessa Corte di Cassazione, ha chiesto che si prevenga ad una soluzione della questione in maniera tale da evitare un’ingiusta duplicazione impositiva a carico del professionista.

Infatti una recente pronuncia della Commissione Tributaria di Sondrio accogliendo il ricorso di un contribuente che ha scomputato la ritenuta in assenza di certificazione, ha precisato però che in simile fattispecie risulta esservi la responsabilità solidale tra sostituto e sostituito per il versamento delle ritenute.

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