Passaggio dal Regime dei Minimi al Regime Forfettario

Il Regime dei Minimi introdotto dal D.L.n°98/2011, che per anni è stato l’unico Regime fiscale Agevolato, è stato abolito in prima battuta il 1 Gennaio 2015 in favore del Regime Forfettario il quale però presentava diversi limiti strutturali che ne hanno impedito la diffusione.

Quindi per tutto il 2015 è stato deciso di mantenere in vigore sia il Regime Forfettario che quello dei Minimi fino a che la legge di Stabilità 2016 ha rivoluzionato il Regime Forfettario rendendolo molto più simile al Regime dei Minimi e più accessibile e conveniente a tutte le Categorie Economiche: sono stati infatti innalzati i limiti di fatturato annuo (da 25.000 a 50.000 Euro a seconda delle Attività svolte), e sono state previste delle agevolazioni fiscali per i primi anni di attività (tassazione ridotta al 5% per le nuove start-up per i primi 5 anni) poi 15%.

Con questa Riforma dal 1 Gennaio 2016 l’unico Regime Agevolato esistente è il Regime Forfettario.

Tuttavia, tutti coloro che hanno aperto la P IVA come Minimi, che proprio per espressa previsione dell’art 27, 1c D.L.n 98/2011 potevano utilizzarlo fino alla sua scadenza naturale (5 anni o fino al raggiungimento dei 35 anni di età), possono continuare ad aderire a tale regime, grazie alla cd clausola di salvaguardia prevista dal comma 88 L.190/2014.

Un contribuente minimo può quindi optare per diverse soluzioni:

  • rimanere nel Regime dei Minimi fino alla sua naturale scadenza;
  • aderire al Forfettario prima della scadenza naturale del Regime dei Minimi, applicando la percentuale ridotta del 5% in caso di start-up fino al completamento del quinto anno di attività.

Per far ciò è sufficiente inserire nelle fatture emesse la dicitura:

Operazione fuori campo IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 23/12/2014, n. 190.

Prestazione non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi del comma 5.2 del Provvedimento Agenzia delle entrate del 22.12.2011 n. 185820,

se contribuente professionista.

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