Split Payment o Reverse Charge verso P.A. : nuove regole a partire dal 01.07.2017

Lo Split Payment è il nuovo meccanismo di liquidazione dell’IVA introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014) e viene applicato nei rapporti tra imprese private e Pubblica Amministrazione, secondo il classico meccanismo dei “pagamenti divisi”.

Questo meccanismo prevede di scindere l’operazione in due parti: nella prima, il soggetto privato (impresa) incassa l’ammontare dovuto dell’operazione al netto dell’IVA dall’ente della Pubblica Amministrazione considerato, successivamente, l’ente P.A. si occuperà di versare l’IVA a debito dovuta sull’operazione considerata.

Dal 2017 lo Split Payment è stato esteso anche ai rapporti tra professionisti soggetti a ritenuta d’acconto e Pubblica Amministrazione.

Recentemente, poi, l’art.1 D.L. 24.04.2017 n.50, convertito dalla L.21.06.2017, n. 96, ha modificato l’art. 17 ter del DPR 633/1972 estendendone l’ambito applicativo oltre alle P.A. anche alle società controllate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dagli enti pubblici territoriali.

Le nuove disposizioni si applicano alle operazioni per le quali è emessa fattura a partire dal 01.07.2017 e sono efficaci fino al 30.06.2020.

Quanto poi all’ambito oggettivo di applicazione, dallo Split Payment restano escluse, ancorché effettuate nei confronti delle P.A. e annessi e connessi (1):

le prestazioni di servizi assoggettate a ritenuta alla fonte a titolo d’acconto;

le operazioni assoggettate a regimi speciali che non comportano l’indicazione in fattura dell’IVA;

le cessioni di beni e alle prestazioni di servizi per le quali i cessionari o committenti siano debitori d’imposta (Reverse Charge).

Si rammenti al riguardo che la Legge di Stabilità 2015 ha introdotto anche rilevanti novità in campo IVA ampliando l’ambito di applicazione del meccanismo del Reverse Charge che dal 01.01.2015 è stato esteso ai servizi di pulizia, di installazioni di impianti e di completamento degli edifici.

Con la Circolare n. 1/E del 09.02.2015 la stessa Agenzia delle Entrate ha fornito un importante contributo circa l’applicazione della Reverse Charge per quanto riguarda i soggetti interessati dal meccanismo nell’ambito della Pubblica Amministrazione. Nella circolare vengono quindi richiamati sia il c. 631 art. 1 della L. 190/2014 (Legge di Stabilità), sia il DPR 633/1972 (Decreto IVA), sia la direttiva 112/2006/CE, al fine di offrire un’importante chiarimento sui casi dubbi.

In altri termini, qualora ricorrano le condizioni previste per l’applicazione del meccanismo di inversione contabile, questo dovrà essere applicato in luogo dello Split Payment.

Il legislatore fiscale, quindi, ha fatto prevalere il meccanismo del Reverse Charge su quello dello Split Payment, ma considerando che il Reverse si applica solo fra soggetti B2B se l’Ente pubblico non possiede partita IVA, il fornitore non può applicare il Reverse Charge, applicando così lo Split Payment. Se invece l’Ente pubblico è in possesso di Partita Iva (poiché svolge sia attività istituzionale che attività commerciale) è necessario per il fornitore conoscere in quale ambito si colloca la sua prestazione: se la fornitura rientra nell’ambito istituzionale dell’Ente pubblico, essa è assoggettata allo Split Payment, mentre se la prestazione è effettuata nell’ambito dell’attività commerciale dell’Ente seguirà il meccanismo del Reverse Charge.

(1)

P.A. ovvero i soggetti indicati nell’art.6, comma 5 DPR 633/72

Stato

Organi dello Stato anche se aventi personalità giuridica

Enti pubblici territoriali e loro consorzi

CCIAA

Istituti Universitari

ASL ed Enti ospedalieri

Enti pubblici di ricovero e cura con prevalente carattere scientifico

Enti pubblici di assistenza e beneficienza

Enti pubblici di previdenza

e con il DL 50/2017 sono stati aggiunti:

le società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, numeri 1 e 2, del codice civile, direttamente dalla Presidenza del consiglio e dai ministeri;

le società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, numero 1 da regioni, province, città metropolitane, comuni e unioni di comuni;

le società controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, numero 1 del codice civile dalle società di cui ai punti b) e c);

le società quotate inserite nel Ftse Mib.

Sono invece soggetti esclusi dallo split payment:

enti privati o privatizzati;

aziende speciali (ivi incluse quelle delle CCIAA);

enti pubblici economici;

ordini professionali;

enti ed istituti di ricerca;

agenzie fiscali;

autorità amministrative indipendenti e agenzie.

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