Unioni civili e coppie di fatto: quali detrazioni spettano?

La Legge del 20/05/2016 N. 76 (c.d. Legge Cirinnà) ha introdotto nel nostro ordinamento alcune norme specifiche che riguardano le unioni civili e le coppie di fatto, con conseguenti implicazioni anche sul piano fiscale.
Le unioni civili, disciplinate dai commi da 1 a 35, riguardano due persone dello stesso sesso che si uniscono mediante una dichiarazione di fronte ad un ufficiale civile e due testimoni. Si tratta di un’istituzione molto simile al matrimonio, che equipara la parola “coniuge” presente in tutte le disposizioni di legge, di atti aventi forza di legge, di regolamenti e atti amministrativi, ad ognuna delle parti dell’unione civile.
Le coppie di fatto, disciplinate dai commi 36 e 37, sono costituite da due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e reciproca assistenza morale e materiale, coabitanti, ed aventi dimora abituale nello stesso comune.
Ai fini fiscali, ai partner delle unioni civile spetta la detrazione per famigliare fiscalmente a carico , fermo restando il limite di reddito annuo pari ad € 2.840,51 lordi. Non è possibile beneficiare invece della detrazione per figli dell’altro partner (come è previsto nel caso dei coniugi per i figli biologici o adottivi) in quanto il componente dell’unione civile non può formulare la richiesta di adozione del figlio minore o adottivo del partner.
In caso di cessazione dell’unione civile, così come per le separazioni o divorzi, è possibile applicare l’art. 10, comma 1, lettera c) del TUIR, che prevede la deduzione dal reddito complessivo del soggetto erogante, l’assegno di mantenimento. Anche per le unioni civili in caso di cessazione del vincolo unitivo vi è infatti l’obbligo per una delle due parti (quella economicamente più forte) di corrispondere all’altra un assegno periodico di mantenimento.
Sempre ai partner delle unioni civili spettano, in caso di partner fiscalmente a carico, le varie deduzioni e detrazioni per le spese sostenute nell’interesse del congiunto come le spese sanitarie, i premi di assicurazione, le spese per l’istruzione secondaria e universitaria e i contributi previdenziali ed assistenziali.
Per quanto riguarda gli interessi passivi sui mutui per l’acquisto della prima casa, quando l’immobile e il mutuo è intestato ad entrambi i partner , ciascuno di essi può beneficiare della detrazione prevista dall’ex articolo 15, comma 1, lettera b) del TUIR per la propria quota di interessi, e nel caso di partner fiscalmente a carico dell’altro, a quest’ultimo è prevista la possibilità di poter detrarre entrambe le quote.
Le deduzioni e detrazioni specificate finora spettano esclusivamente ai partner delle unioni civili e non alle coppie di fatto. A queste ultime spettano unicamente le detrazioni previste per le spese di ristrutturazione, di risparmio energetico e il bonus mobili. Queste agevolazioni fiscali sono infatti concesse anche a favore del convivente se risulta cointestatario dell’immobile o di un diritto reale sullo stesso (uso, usufrutto, abitazione) oppure al comodatario. Affinché si possa beneficiare di tali agevolazioni è indispensabile però:
– che il convivente abbia sostenuto la spesa;
– che la convivenza nell’immobile oggetto dell’intervento esista al momento in cui si attiva la procedura finalizzata all’esercizio della detrazione (che coincide con il momento dell’inizio lavori);
– che in caso di comodato il contratto sia registrato all’Agenzia delle Entrate.

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