Welfare aziendale: la nuova frontiera della produttività

Viviamo in un’epoca storica dove il lavoro occupa un tempo considerevole delle nostre giornate, e dunque della nostra vita, ma spesso proprio il lavoro ha delle ripercussioni negative sulla qualità della vita e sulla salute di ognuno di noi. Lo stress da lavoro è infatti una delle cause principali del nostro malessere (si stima ne soffra un lavoratore su quatto), anche fisico, riduce la produttività e fa instaurare uno squilibrio tra il lavoratore e il management aziendale generando quindi delle difficoltà tra le richieste organizzative e le risorse dell’individuo per affrontarle.
Negli ultimi anni è cresciuto notevolmente l’interesse da parte delle imprese al benessere psicofisico dei loro dipendenti non solo dal punto di vista etico, ma soprattutto proprio nell’ottica di accrescimento della produttività aziendale. Tale approccio si è tradotto in una maggiore flessibilità e nell’offrire ai propri dipendenti un’amplia gamma di servizi e benefici di vario genere. Si sviluppa quindi l’attenzione al welfare aziendale, o welfare di secondo livello, inteso come l’insieme di benefit e servizi forniti dall’azienda ai propri dipendenti al fine di migliorarne la vita lavorativa e privata.
L’ambito aziendale si dimostra quindi il più adatto allo sviluppo di misure di welfare perchè è capace di percepire le esigenze dei propri dipendenti e di conciliarle con le loro esigenze di vita quotidiana; a livello aziendale l’utilità è dimostrata dal miglioramento del clima aziendale, fidelizzazione e senso di appartenenza dei dipendenti, attrazione delle alte professionalità, risultati positivi in termini di riduzione dell’assenteismo, livello di engagement del dipendente e qualità della produzione.
Le due aree maggiormente considerate dal welfare aziendale sono la tutela pensionistica complementare e l’assistenza sanitaria integrativa. Alle prestazioni sanitarie spesso si accompagnano servizi di assistenza alle persone rivolte a soddisfare i bisogni del dipendente e della sua famiglia, dai bambini agli anziani. Si tratta di un settore in grande sviluppo che risponde alla profonda evoluzione demografica, sociale e culturale che va a bilanciare la storica debolezza del welfare pubblico che sostiene poco la famiglia e scarica su di essa compiti sempre più gravosi.
Crescono quindi le misure volte alla conciliazione tra lavoro e vita privata come congedi, orari flessibili, part time e telelavoro che contribuiscono inoltre ad accrescere il tasso di occupazione femminile, in Italia ancora estremamente basso.
Un’altra area di interesse comprende le iniziative a favore sia dei giovani (borse di studio, contributi al sostenimento delle spese di istruzione) che per gli adulti quali:
– incentivi alla mobilità che prevedono il pagamento di biglietti ed abbonamenti del trasporto pubblico;
– Servizi ricreativi culturali e sportivi, quali abbonamenti a palestre, centri fitness, biblioteche;
– Forme di sostegno al potere di acquisto dei lavoratori quali mense, ticket restaurant, spacci aziendali, polizze infortuni extraprofessionali;
– Misure che mirano a valorizzare il tempo libero come il sostegno allo svolgimento di pratiche amministrative, servizi personali di lavanderia, sartoria e check up.
Ai fini fiscali la Legge di Stabilità 2017 ha consolidato il percorso intrapreso con la precedente Legge di Stabilità che aveva previsto la possibilità per i lavoratori di ricevere premi di produttività o partecipazione agli utili con una tassazione sostitutiva del 10%.
L’ultima legge di Stabilità, oltre ad aver ampliato i vantaggi ricompresi dall’art. 51 del TUIR, ha elevato da €50.000 a € 80.000 il tetto massimo del reddito di lavoro dipendente per poter accedere alla tassazione agevolata; inoltre gli importi dei premi erogabili passano da € 2.000 a € 3.000 nella generalità dei casi, e da € 2.500 a € 4.000 per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.
I servizi di welfare aziendale, a differenza dei premi di produttività che sono, pur con alcune agevolazioni, tassati,non concorrono a formare il reddito ai sensi dell’articolo 51 del TUIR, derogando di fatto al principio di onnicomprensività ai fini impositivi delle somme o valori erogati ai dipendenti.

Il welfare aziendale diventa quindi la nuova frontiera della produttività, consentendo al lavoratore di ottenere un aumento reale della retribuzione oltre che favorire la conciliazione vita /lavoro potendo gestire in modo equilibrato la propria vita lavorativa con quella privata. Per le aziende, d’altro canto, oltre ad ottimizzare l’impatto fiscale, vedranno ridurre sensibilmente i costi di turn over, avranno un miglioramento della reputazione e del clima aziendale e potranno definire delle politiche retributive in linea con le esigenze dei propri dipendenti.

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