Soft skills: quello che non si legge nel curriculum ma che fa la differenza

I curriculum sono sempre più ricchi di competenze professionali, esperienze all’estero, formazione di altissimo livello e master di primo e secondo livello. Ma tutto questo non basta più. I responsabili HR, nella scelta del candidato ideale, fanno sempre meno riferimento alle competenze oggettive che vengono scritte nei curriculum o nelle lettere di presentazione e puntano sempre più sulle soft skills. Ma cosa sono?
Le soft skills sono le cosiddette “competenze trasversali”, quelle connesse al QIE (Quoziente Intellettivo Emotivo) e definiscono primariamente alcuni tipi di attitudini quali l’attitudine alla leadership, la creatività, la capacità relazionale, l’attitudine al team work e al problem solving. Si differenziano dalle “hard skills” che sono per definizione facilmente misurabili e quantificabili e riguardano le competenze tecniche, le capacità all’utilizzo di un determinato software, le conoscenze linguistiche.
Le soft skills sono sempre più importanti nel programma di reclutamento di un’azienda perchè lavorare sull’intelligenza emotiva, sui tratti caratteriali e sullo sviluppo della consapevolezza dei propri manager rappresenta per l’azienda una garanzia di crescita e successo.
Una ricerca finanziata dal Programma Erasmus Plus dell’Unione Europea ha evidenziato quali sono le soft skills più richieste dai selezionatori di sei Paesi europei, tra cui l’Italia, attraverso un sondaggio effettuato su 77 aziende ed Enti. Ecco le 6 più importanti e ricercate.
1- PROBLEM SOLVING – E’ la capacità di far fronte a qualsiasi difficoltà o problema che può verificarsi in ambito lavorativo. Si tratta quindi di analizzare, comprendere e trovare una soluzione adatta per risolvere un problema, dai classici problemi tecnici come il mal funzionamento della stampante, a problemi più complessi come un cliente esigente, o la difficoltà a portare a termine un compito assegnato.
2- FLESSIBILITA’ – E’ la capacità di adattarsi ai mutamenti aziendali, ai diversi contesti lavorativi e a differenti mansioni, essere aperti alle novità e ai cambiamenti. Il mercato del lavoro sempre in continua evoluzione ci impone di garantire sempre le massime performance lavorative in contesti mutevoli.
3- TEAM WORKING – E’ la disponibilità a collaborare e confrontarsi con gli altri avendo il desiderio di costruire relazioni positive tese al raggiungimento di un obiettivo assegnato. Il gioco di squadra e la sinergia in un gruppo sono considerati elementi fondamentali per la buona riuscita professionale.
4- CREATIVITA’ – E’ l’abilità di ragionare fuori dagli schemi, di proporre idee innovative , di osservare un problema da angolazioni diverse. Significa adottare una forma di pensiero laterale e scostarsi dalla logica sequenziale. Avere un approccio originale implica anche il coraggio di modificare logiche aziendali consolidate.
5- GESTIONE DEL TEMPO– E’ la capacità di saper organizzare la propria agenda, identificare gli obiettivi prioritari e pianificare il modo di raggiungerli utilizzando il minor tempo possibile ma garantendo la massima efficienza.
6- LEADERSHIP – Significa riuscire a trainare un gruppo di persone al raggiungimento di un risultato creando motivazione, consenso e fiducia utilizzando il proprio carisma. E’ una delle capacità più difficili da reperire in quanto è intrinseca nell’aspetto caratteriale della persona.
Sulla base delle soft skills più ricercate è quindi indispensabile scegliere correttamente le carte da usare di fronte ad un selezionatore, cercando di mettere in evidenza sia nel proprio curriculum (magari inserendo una apposita sezione dove indicare le proprie capacità relazionali) sia durante un colloquio di lavoro non solo le competenze acquisite ma anche le proprie attitudini e capacità cosiddette trasversali.

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