Buoni pasto: le novità sull’utilizzo dei ticket

Dal 9 Settembre 2017 sono entrate in vigore le nuove norme previste dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico N. 122/2017 riguardanti l’utilizzo dei buoni pasto.
Il provvedimento amplia l’uso dei ticket sia sul fronte degli esercizi che potranno accettarli, sia sul limite del cumulo dei tagliandi che ora sarà consentito fino al massimo di 8 contemporaneamente.
Come indicato nel Decreto, il buono pasto è quello strumento che consente al lavoratore di ricevere un servizio sostitutivo di mensa per un importo pari al valore facciale del buono e, all’esercizio convenzionato, il mezzo per provare l’avvenuta prestazione nei confronti della società emittente.
Ampliando la platea degli esercizi convenzionati dove potranno essere utilizzati, il Decreto stabilisce che il servizio potrà essere erogato dai soggetti legittimati ad esercitare:
– La somministrazione di alimenti e bevande;
– L’attività di mensa aziendale o interaziendale;
– La vendita al dettaglio di generi alimentari sia in sede fissa che su area pubblica;
– La vendita al dettaglio sia nei locali di produzione, sia attigui a quelli di produzione, nonchè nei locali adiacenti a quelli di produzione nel caso di soggetti esercenti l’attività di produzione industriale (spacci aziendali);
– La vendita al dettaglio e quella al consumo sul posto dei prodotti provenienti dai propri fondi, da parte di imprenditori agricoli, coltivatori diretti e società semplici esercenti l’attività agricola;
– L’attività di agriturismo;
– L’attività di ittiturismo.
I buoni pasti possono essere utilizzati esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato a tempo pieno o parziale, anche qualora l’orario di lavoro non preveda una pausa per il pasto, nonchè dai soggetti che hanno instaurato un rapporto di collaborazione anche non subordinato. Non sono consentiti usi parziali né il diritto al resto in denaro. Non posso inoltre essere ceduti (nemmeno al coniuge e ai figli).
Dal punto di vista fiscale non sono mutate le norme previste dalla Legge di stabilità 2015, che prevede la non imponibilità del buono fino all’importo di € 5,29 (aumentato ad €7,00 per quelli in formato elettronico). Superate dette soglie i ticket diventano imponibili e quindi soggetti a tassazione e contribuzione previdenziale per la quota eccedente.

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