L’equilibrio del tacco 12

Lo sanno bene le mannequin che calcano sui loro vertiginosi tacchi 12 le passerelle dei più importanti stilisti di fama mondiale, quanto sia difficile mantenere l’equilibrio, passo dopo passo, fino ad arrivare in fondo alla passerella e tornare indietro.
Ma lo sanno molto bene anche tante donne come me, che il tacco 12 lo usano per calcare i corridoi che portano ai vari Cda, tra Collegi Sindacali, riunioni con i clienti, master di aggiornamento, briefing tra colleghi, due diligence, piani finanziari e adempimenti fiscali periodici.
E quasi che questo “strumento” (il tacco 12) sia di uso esclusivo di una categoria di donne legate solamente al mondo moda, succede che qualcuno, o qualcuna, si sente “offeso” dal fatto che una commercialista osi aprire un blog (altro “strumento” ad uso e consumo del mondo fashion) che tratta esclusivamente di materia fiscale ma dove viene affiancata l’immagine del TUIR ad un paio di scarpe Louboutin, tanto da fare una segnalazione (tra l’altro anonima) al mio Ordine Professionale di appartenenza chiedendo provvedimenti disciplinari per violazione del codice deontologico.
Ebbene sì, nell’epoca dell’emancipazione femminile, delle quote rosa, della Legge Golfo-Mosca, sembra quasi che essere donne, femminili, alla moda, intraprendenti, autonome e indipendenti sia ancora un tabù, qualcosa di cui vergognarsi, soprattutto se hai anche una testa pensante, una professione di spessore, un ruolo sociale ben definito. Insomma, il binomio donna/credibilità professionale se sei fashion non funziona. E non funziona nemmeno se vuoi distinguerti dalla massa, se vuoi andare controcorrente, se vuoi dare una ventata di freschezza e di modernità ad una professione vecchia e noiosa.
Questa è la mia “colpa”. Aver voluto rendere accattivante, moderno ed interessante un argomento noioso, ostico e impopolare come la fiscalità. Ma allora mi chiedo, ma dove vogliamo andare? Dove speriamo di arrivare con una mentalità retrograda, sessista, conservatrice, quando la società mondiale grazie alla globalizzazione viaggia ad una velocità che non riusciamo a sostenere? E poi ci lamentiamo se noi italiani arriviamo sempre dopo, se siamo sempre gli ultimi di ogni classifica economica e sociale, se dobbiamo sempre rincorrere e non arriviamo mai prima?
No, io non ci sto! Stateci voi! Io il coraggio ce l’ho avuto, ci ho messo la mia faccia, ho rischiato me stessa perchè credo in quello che sono ed in quello che faccio. Credo che le donne meritino di più e che non debbano per forza emulare il comportamento dei maschi (mocassini compresi) per essere ritenute credibili.
Io vado avanti, con testa e tacchi sempre alti!
Sara Gasparini – Ladytax

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